The Deep Tour: Prologo

Come tutti sappiamo, la rete globale ha un’estensione gigantesca e l’internet è un mondo davvero grande. E come ogni grande mondo anche esso nasconde segreti e posti oscuri. Ed è così che tutti ne parlano ma nessuno sa effettivamente cosa sia: parliamo infatti del Deep Web.
Il Deep Web o anche detto DarkNet è costituito da tutti i siti e servizi online che nostri comuni motori di ricerca non riportano nei risultati delle ricerche. Ma noi ci siamo stati e vi spiegheremo perché e sfateremo anche alcuni miti su questo mondo poco conosciuto.

Una delle più comuni rappresentazioni del Deep Web è la metafora di ciò che l’iceberg fa vedere e quello che è effettivamente invisibile a chi “naviga” nel web

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Computer Crimes: I reati informatici in Italia

Al giorno d’oggi sentiamo parlare quasi ogni giorno di cyber-terrorismo, attacchi informatici a infrastrutture e siti, pirateria e furti di credenziali. A partire dagli anni ’70 la conoscenza informatica ha iniziato a diffondersi a macchia d’olio dai laboratori alle istituzioni pubbliche fino ad arrivare nelle case di tutti noi. Ma come nel mondo reale esiste la criminalità, anche il mondo virtuale ha conosciuto le cattive intenzioni di molti individui, desiderosi di ottenere e manipolare informazioni riservate o semplicemente causare danni e disagi ad altri utenti. Se all’inizio la maggior quantità di dati e informazioni era contenuta solamente all’interno di mainframe conservati in aziende, banche e tribunali, oggi grazie a Internet e alla rete, chiunque può accedere a qualsiasi informazione sfruttando metodi e falle nella protezione dei dati stessi. Appare chiaro quindi che deve esistere una legislazione chiara che punisca tali azioni in quanto veri e propri reati. Reati informatici per la precisione.

I mainframe concentrano le informazioni in un solo luogo impedendo l’accesso dall’esterno. Ma se il vero pericolo fosse all’interno?

Il primo segnale di risposta ai crimini informatici in Europa arriva nel 1989 con la Raccomandazione numero 9 al fine di garantire una corretta protezione dei sistemi informatici da parte delle continue minacce di intrusione.




In Italia invece bisognerà aspettare il 1993 dove la Legge 547 definisce e punisce per la prima volta i reati informatici: al tempo non si scrisse un codice a parte ma il legislatore decise di contemplare tutte le ipotesi di reato (e le relative pene) integrandole nell’attuale codice penale, affiancandole ai reati già esistenti. Ad esempio l’Art. 615 Ter punisce l’accesso abusivo a sistemi informatici paragonandolo alla violazione di domicilio! Si rischia infatti la reclusione fino a 3 anni (fino a 8 con eventuali aggravanti). L’Art. 615 Quater invece punisce la diffusione o detenzione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici, punendo in modo particolare non l’accesso ai sistemi ma le intenzioni. In ogni caso si rischia la reclusione per 1 anno ed una multa salatissima.

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Più severo è l’Art. 616 ovvero la violazione di corrispondenza sia cartacea che informatica. Intercettare comunicazioni tra i sistemi infatti può essere punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni! Non è da meno l’Art. 635 bis che riguarda il danneggiamento di dati o programmi altrui, punito con la reclusione fino a 3 anni. Attenzione quindi a non toccare il codice dei vostri colleghi senza la loro autorizzazione!

Se i reati informatici in Italia sono stati definiti nel ’93 bisognerà aspettare il 2008 per l’integrazione effettiva nel codice di procedura processuale che stabilirà i metodi di indagine per provare questi crimini. Ma le tecniche e i metodi per aggirare protezioni senza lasciare traccia migliorano molto più velocemente dei modi per impedire e prevenire tutto questo.

Gestite con attenzione i vostri dati, sia a livello locale che sul web, il pericolo è dietro l’angolo!

50 frasi che farebbero impazzire qualunque tecnico dell’IT

Abbiamo stilato una lista delle 50 frasi da non dire mai ad un tecnico IT.
ATTENZIONE: La lettura di questo paragrafo non è consigliata ai deboli di cuore. Ma anche sì!


“Mi dice FAT32, ci sono troppi dati?”

Il fatto che file e memorie portatili si corrompano non significa propriamente che “ingrassino”. Hanno capienze limitate quindi non temete l’indigestione di dati.


“Non può riprogrammarlo?”

Se riferita al sistema operativo la domanda potrà causare una crisi isterica del tecnico informatico. Usare con cautela.


“Il cursore si muove da solo”

Se hai chiesto al tecnico di risolvere un problema è normale che tu lo veda all’opera sul tuo computer. Anche quando lavora da remoto. Evita di chiamare i Ghostbusters.


“Non uso Windows, mio figlio mi ha installato Chrome”

Uno dei grandi equivoci irrisolti. Il sistema operativo è una cosa, il browser un’altra. Armarsi di pazienza.


“Che senso ha pagare un tecnico?”

L’ironia della sorte vuole che la frase sia pronunciata sia se funziona tutto (magari anche per merito dell’IT) sia quando la pur minima cosa va storta (anche se poi sono loro a risolvere il problema).

“Quando gliel’ho portato non era così”

La versione 2.0 del “si stava meglio quando si stava peggio”.


“Non trovo più la barra”

Prima di tutto bisogna capire quale barra e poi di solito nessuno ha cancellato nulla, basta solo rimettere qualche spunta nelle opzioni di visualizzazione.


“Come si fa a tornare indietro?”

Dipende. Se non hai un tasto con la freccia a disposizione o il classico Ctrl+Z non basta tocca affidarsi a time-machine e simili. Non risolve tutti i problemi ma ti fa sicuramente sentire Doctor Who per un giorno.

“Il PC ha dimenticato la password”

Di solito è chi l’ha creata a dimenticarla, ma per questa volta facciamo finta di niente. E se tutto va bene c’è l’opzione “recupera password”.


“Il computer non serve a niente”

Non abbandonatevi al luddismo. Oppure evitate di chiamare qualcuno per ripararlo se pensate davvero sia inutile.

“Come si crea una nuova email?”

Con l’omonimo tasto. Il computer è un po’ come un armadio: non ci sarà sempre la mamma a trovarvi i calzini, ma se guardate un attimo con attenzione vi accorgerete di averli proprio lì sotto al naso.

“Qualcuno controlla il PC a distanza”

Non è impossibile. Però è più probabile che il mouse wireless faccia le bizze. Fare un test col caro vecchio cavo per credere.


“Questo non è il mio lavoro”

Può darsi che riparare un computer non faccia parte del lavoro, ma imparare a usarlo di solito sì. Un po’ più cura e un po’ meno arroganza, grazie.


“Aiuto è sparito tutto”

Ha provato a controllare che ci sia corrente o che la spina sia inserita? Un classico.


“Come mai il browser ha chiuso le tab?”

Se non selezionate l’opzione per salvarle e riaprirle a ogni nuova sessione, difficilmente le ritroverete.


“Non trovo il cavo del dispositivo wireless”

Ehm, forse perché è wireless?


“Non risco a collegare la periferica”

Non tutte le prese sono compatibili con tutti i computer. Rassegnatevi.

“Ai miei tempi non si faceva così”

Nessuno vuole metterlo in dubbio. Sistemare un 286 o un MacBook Air non è proprio identico. Qualcuno però non è convinto.

“Accedo solo via app, non mi connetto mai”

Via app o via desktop, l’accesso a un servizio cloud di qualsiasi tipo è pur sempre un accesso. Con tutto ciò che questo compo


“Come mai non va più?”

Nessuno chiede di essere per forza iper-specifici ma “rotto” è davvero un po’ troppo generico.


“Non sarà il vento a far saltare il Wi-Fi?”

Il wifi non è in effetti un modo sempre stabile di distribuire un segnale ma non date la colpa al temporale.

“Ho formattato il disco, dove sono finiti i dati?”

Dai tempi di Dos inserire a caso il comando “format” non è sinonimo di grandi successi. Di mal di testa sì però.


“Il computer mi odia”

Il computer di base non ama e non odia nessuno. Lo stesso vale per il tecnico IT, a meno che non gli diate valide ragioni per farlo.


“Perché mi hackera il computer?”

No, aprire il prompt di Dos o inserire una stringa di comando nel campo “Esegui” non significa di per sé fare nulla di illegale. Riponete pure la maschera di Guy Fawkes e i dvd di Mister Robot e risparmiateli per giorni migliori.


“Si può fare benissimo anche senza computer”

E allora perché al minimo guasto è subito panico?


“Pensavo se ne intendesse di computer”

Si può essere bravi quanto si vuole ma se qualcosa è irreparabilmente rotto, ci vuole un miracolo, non un tecnico


“Smettetela di cambiare il logo di Google”

Ok, forse non a tutti piacciono i Doodle ma al massimo ditelo a Google, non al povero ragazzo che avete chiamato per resuscitare un vecchio hard-disk.


“Ma perché devo riavviare?”

CI sono problemi legati a una singola operazione, e problemi “strutturali”. Verificare se si ripetono o meno dopo il riavvio non è inutile come sembra.


“Non ho Google, me lo installi?”

Questa di solito porta all’installazione più veloce della storia.


“Non ho più spazio sul desktop”

O cambi la risoluzione (e poi lo guardi con la lente di ingrandimento) oppure tocca spostare qualche icona. Come ogni normale scrivania, la superficie può essere grande o piccola, ma non infinita.


“Ho chiuso il documento e ora non c’è più”

– Ehm… l’aveva mai salvato prima di chiuderlo?
– No.
– Ahi.


“Sono allergico al Wi-Fi”

Router e spazi non ben configurati possono dare problemi alla rete ma state tranquilli, non causano eruzioni cutanee né raffreddori.


“Cosa devo fare?”

Aggiornarlo.


“Perché mi dice Internet Explorer e a te invece Mozilla Firefox?”

Evitiamo giudizi di merito. Diciamo solo che per navigare ci sono molti browser, ma non per questo cambieranno i contenuti a cui si accede sul world wide web.


“Ho rinominato il file e ora non me lo apre”

Se viene rinominata anche l’estensione, e cambia quindi di default il programma di apertura, in effetti può dare qualche problema. Dopo il punto non sparate acronimi a caso.


“Ma questo non è il vero Excel”

Potrebbe in effetti essere Open Office o qualsiasi altro programma o foglio elettronico. Eppure fidatevi, funziona lo stesso.


“Non mi fa più scrivere”

Di solito è la testiera a non funzionare. Soprattutto se ci avete versato sopra una bella tazza di caffè fumante e poi l’avete lasciata asciugare al sole per recuperare.


“Come ha fatto a farlo funzionare anche senza mouse?”

Esistono i comandi da tastiera.
E sono una cosa bellissima.


“Ho cancellato una bozza, come faccio a recuperarla?”

Una bozza in molti casi…è una bozza. E se la elimini non la recuperi più.


“Non mi parte la mail”

Non si apre il programma di posta? Le impostazioni sono errate? Hai sbagliato a digitare l’indirizzo del destinatario? L’allegato è troppo grande o la sua casella è piena? Per ogni errore di solito compare un messaggio diverso. Annotalo e farai felice il tecnico.


“L’ho modificato dal telefono, ora è cambiato anche sul tablet”

Ebbene sì, se accedi alla posta, a un documento, a un archivio online e cambi qualcosa, le modifiche saranno effettive a prescindere dal dispositivo con cui accedi successivamente.

“Eppure era proprio lì, nel cestino”

Il cestino non è il posto più sicuro dove tenere file e cartelle. Soprattutto se non vuoi rischiare di cancellarli accidentalmente.


“Cosa succede se cerco Google su Google?”

Niente di drammatico. Notizie, foto e come primo risultato nient’altro che la stessa pagina da cui sei partito. Rischio di loop spazio-temporali evitato.


“Avrei potuto benissimo sistemarlo da solo”

Benissimo, e allora perché non l’hai fatto?


“NON. VA. INTERNET.”

Prima di gridare all’apocalisse tecnologica, magari verificate che non sia solo un certo sito a non caricarsi o che ai vicini la connessione funzioni ancora. Se invece davvero “non va Internet” siete autorizzati a disperarvi.

“Clicco sul link, ma non succede nulla”

O forse non succede quello che ti aspettavi accadesse. Datti pace, ed evita di cliccarlo altre 30 volte al secondo. A quel punto magari succede davvero qualcosa. Ma di sbagliato.

“E se il computer diventa Terminator?”

I computer sono capaci di dare grandi grattacapi ma non si sono ancora trasformati in macchine di morte. Almeno non per ora.

“Ah io di computer non ci capisco niente”

Una buona ragione per cominciare a capirci qualcosa. Non per altro, ma ci sono meccanismi che, una volta innescati, anche se per errore, nessun tecnico potrà più risolvere.


“Ma io ho riavviato”

Attenzione: spegnere lo schermo è diverso da riavviare.

“Perché non stampa?”

Perché la stampante è spenta? Perché sei collegato a quella dell’ufficio accanto? Perché è finito l’inchiostro? Le vie di Gutenberg sono infinite.

“Vedo tutto al contrario”

Capita. O è lo scherzo di qualche bontempone, o dell’inesperienza nel gestire combinazioni di tasti. Per rimettere in ordine basta un bel “Ctrl+Alt+tasto freccia” e passa la paura.

Articolo tratto interamente da questo blog.